
Cristina come si può partire per crearsi un guardaroba? * magari la risposta divisa per lui e per lei
Importante in entrambi i casi è avere dei solidi capi basic nei colori scuri per l’inverno, chiari per l’estate. Per capi basic si intende abito per l’uomo e tailleur o onepiece per la donna, più i vari top per la donna e camicie per l’uomo. Questo è abbastanza banale, ma molto importante, e bisognerebbe sempre ricordarsene quando si decide di rinnovare il proprio guardaroba. È il punto di partenza. Sia per l’uomo che per la donna, vale il principio secondo cui bisogna tener conto degli abbinamenti per colore e tessuto. Sembrano tutte indicazioni molto banali, ma credo sia importante partire dalle basi, cosa che le persone spesso dimenticano.
Sia l’uomo
che la donna devono inoltre domandarsi se nel corso della stagione avranno
in previsione avvenimenti speciali in cui dovranno presentarsi decisamente
al meglio, e preparare in anticipo questo tipo di evento.
Quale accessorio consigli per l'uomo?
C’è un accessorio piccolo ma importante che spesso viene trascurato, ma che invece è ricco di dettagli che possono rivelare molto di noi: il fazzoletto da taschino. Non tutti sanno che lo si può indossare ogni volta che si porta la giacca, e che l’unica regola è che deve richiamare i colori del resto dell’abbigliamento.
Sconsiglierei i fazzoletti venduti in pendant con la cravatta! In nessun altro accessorio come nel fazzoletto è importante esprimere il proprio gusto ed il proprio stile distintivo. Perché non sperimentare il proprio senso estetico? Questa è l’occasione giusta.
Comunque se non ci si sente sicuri quello in lino bianco è sempre adatto, magari meglio se ha l’orlo cucito a mano. Le iniziali con sono necessarie, anche se molti le amano, e quindi si ritorna al discorso del gusto personale.
Lapo Elkann
ama molto il fazzoletto da taschino, lo porta sempre bianco, e la sera
lo porta spesso con piegatura “a sbuffo”, cioè che sembra infilata
casualmente nella tasca (e forse lo è). In seta, ovviamente.
Quali sono le conoscenze e le mansioni di una personal shopper?
Le conoscenze
spaziano molto. Sicuramente è necessario conoscere il territorio sia
per quanto riguarda i negozi sia i locali, per non parlare delle aziende.
Il personal shopper ti organizza la giornata, gli spostamenti, consiglia
i ristoranti. Non è solo un lavoro sulla moda! È inoltre fondamentale
essere sempre preparati ad assecondare il cliente su tutte le sue esigenze,
ed essere abbastanza flessibili da cambiare il programma della giornata
all’ultimo secondo!
Esistono delle scuole o dei percorsi universitari per diventarlo?
Esistono molti
corsi, ma difficilmente forniscono gli strumenti adatti. Quello che
serve veramente sono le conoscenze e le competenze che si acquisiscono
solo attraverso il lavoro e un’acuta osservazione del proprio territorio.
Inoltre è fondamentale conoscere almeno due lingue straniere.
Meglio pochi pezzi di pregio in armadio o tante cianfrusaglie?
Sicuramente è meglio avere pochi pezzi di valore piuttosto che non un insieme di capi di scarsa qualità, anche se molto vari. Il fatto è che nel secondo caso è molto difficile trovare gli abbinamenti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare.
Puntando sulla
qualità, anche se questo comporta una spesa superiore, otteniamo dei
capi solidi che durano e che molto probabilmente sono molto al di sopra
delle mode del momento e che permettono di sentirsi sicuri. Alla fine
l’obiettivo è questo!
Credi che abbia ancora senso parlare di moda in un mondo dove non ci sono più reali tendenze?
Ma le tendenze esistono! Non esiste più la moda come la si intendeva anni fa, esistono invece molteplici tendenze, molto veloci e a nascere e a tramontare! È per questo che i cool hunter tengono d’occhio i giovani, perché sono loro a farle nascere e decollare, e il loro è un mondo che viaggia al ritmo di MTV: rapidissimo.
Certamente
la Maison di moda adattano le tendenze al proprio concept,
anche se ognuna a suo modo. Provo a fare un esempio: quando il dark
ha fatto la sua apparizione sulle passerelle dell’haute-couture l’ha
adottato anche Valentino, ma inserendo solo un sottile pizzo nero sulle
scollature degli abiti da sera rossi che per questa griffe sono i più
tradizionali.
Un abito che non deve mancare nel guardaroba femminile?
Ne dico più di uno.
Il little black dress.
La camicia bianca.
Almeno una
borsa di marca. A piacere. La Speedy Bag di Vuitton, la Kelly
di Hermes, la Jackie di Gucci. Fate voi, ma prendetene una. È
un investimento che si rivaluta nel tempo.
Un abito rivela la persona che lo indossa o lo nasconde?
Un abito rivela
chi sei veramente, ma non è tanto l’abito in sé, quanto piuttosto
il modo in cui lo interpreti e lo indossi, il modo in cui lo senti addosso
e come ti fa sembrare; si capisce subito se ti ci senti a tuo agio oppure
no. Il capo giusto per te è quello che esalta il tuo aspetto e la tua
personalità.
Dicci quale è il tuo stile, quello vero quando non sei costretta dai dettami del lavoro?
Il mio stile è fatto di pochi capi classici: su tutti troneggia il little black dress in più versioni, e questo sia in estate che in inverno, lo amo perché mi permette di esprimere la mia creatività con gli accessori ed i gioielli ma rimanendo sempre molto semplice e mai troppo sopra le righe. I tailleur mi fanno sentire sempre a posto. Un capo che amo sono i palazzo pants neri, anche di questi ne ho tantissimi! Poi ho una caterva di top neri, tutti molto semplici. Praticamente è uno stile che si può replicare in ogni stagione. E dirò di più: vesto in modo essenziale soprattutto sul lavoro.


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