ITA. ENG
Hat trials

Rassegna Stampa



DNews (Febbraio 2009)

Figura diffusa in Usa, il consulente che aiuta a comprare i vestiti si afferma anche da noi. Soprattutto per turisti.

La Riffa (Settembre 2008)

Partecipazione a “La Riffa” su RTV38 del 3 settembre 2008
La Riffa - RTV38

Il Reporter (Luglio 2008)

Il Reporter: Nozze d'oro, quanto costa sposarsi

Kissakì (Febbraio 2008)

Cristina come si può partire per crearsi un guardaroba? * magari la risposta divisa per lui e per lei

Importante in entrambi i casi è avere dei solidi capi basic nei colori scuri per l’inverno, chiari per l’estate. Per capi basic si intende abito per l’uomo e tailleur o onepiece per la donna, più i vari top per la donna e camicie per l’uomo. Questo è abbastanza banale, ma molto importante, e bisognerebbe sempre ricordarsene quando si decide di rinnovare il proprio guardaroba. È il punto di partenza. Sia per l’uomo che per la donna, vale il principio secondo cui bisogna tener conto degli abbinamenti per colore e tessuto. Sembrano tutte indicazioni molto banali, ma credo sia importante partire dalle basi, cosa che le persone spesso dimenticano.

Sia l’uomo che la donna devono inoltre domandarsi se nel corso della stagione avranno in previsione avvenimenti speciali in cui dovranno presentarsi decisamente al meglio, e preparare in anticipo questo tipo di evento.

Quale accessorio consigli per l'uomo?

C’è un accessorio piccolo ma importante che spesso viene trascurato, ma che invece è ricco di dettagli che possono rivelare molto di noi: il fazzoletto da taschino. Non tutti sanno che lo si può indossare ogni volta che si porta la giacca, e che l’unica regola è che deve richiamare i colori del resto dell’abbigliamento.

Sconsiglierei i fazzoletti venduti in pendant con la cravatta! In nessun altro accessorio come nel fazzoletto è importante esprimere il proprio gusto ed il proprio stile distintivo. Perché non sperimentare il proprio senso estetico? Questa è l’occasione giusta.

Comunque se non ci si sente sicuri quello in lino bianco è sempre adatto, magari meglio se ha l’orlo cucito a mano. Le iniziali con sono necessarie, anche se molti le amano, e quindi si ritorna al discorso del gusto personale.

Lapo Elkann ama molto il fazzoletto da taschino, lo porta sempre bianco, e la sera lo porta spesso con piegatura “a sbuffo”, cioè che sembra infilata casualmente nella tasca (e forse lo è). In seta, ovviamente.

Quali sono le conoscenze e le mansioni di una personal shopper?

Le conoscenze spaziano molto. Sicuramente è necessario conoscere il territorio sia per quanto riguarda i negozi sia i locali, per non parlare delle aziende. Il personal shopper ti organizza la giornata, gli spostamenti, consiglia i ristoranti. Non è solo un lavoro sulla moda! È inoltre fondamentale essere sempre preparati ad assecondare il cliente su tutte le sue esigenze, ed essere abbastanza flessibili da cambiare il programma della giornata all’ultimo secondo!

Esistono delle scuole o dei percorsi universitari per diventarlo?

Esistono molti corsi, ma difficilmente forniscono gli strumenti adatti. Quello che serve veramente sono le conoscenze e le competenze che si acquisiscono solo attraverso il lavoro e un’acuta osservazione del proprio territorio. Inoltre è fondamentale conoscere almeno due lingue straniere.

Meglio pochi pezzi di pregio in armadio o tante cianfrusaglie?

Sicuramente è meglio avere pochi pezzi di valore piuttosto che non un insieme di capi di scarsa qualità, anche se molto vari. Il fatto è che nel secondo caso è molto difficile trovare gli abbinamenti, contrariamente a quanto si potrebbe pensare.

Puntando sulla qualità, anche se questo comporta una spesa superiore, otteniamo dei capi solidi che durano e che molto probabilmente sono molto al di sopra delle mode del momento e che permettono di sentirsi sicuri. Alla fine l’obiettivo è questo!

Credi che abbia ancora senso parlare di moda in un mondo dove non ci sono più reali tendenze?

Ma le tendenze esistono! Non esiste più la moda come la si intendeva anni fa, esistono invece molteplici tendenze, molto veloci e a nascere e a tramontare! È per questo che i cool hunter tengono d’occhio i giovani, perché sono loro a farle nascere e decollare, e il loro è un mondo che viaggia al ritmo di MTV: rapidissimo.

Certamente la Maison di moda adattano le tendenze al proprio concept, anche se ognuna a suo modo. Provo a fare un esempio: quando il dark ha fatto la sua apparizione sulle passerelle dell’haute-couture l’ha adottato anche Valentino, ma inserendo solo un sottile pizzo nero sulle scollature degli abiti da sera rossi che per questa griffe sono i più tradizionali.

Un abito che non deve mancare nel guardaroba femminile?

Ne dico più di uno.

Il little black dress.

La camicia bianca.

Almeno una borsa di marca. A piacere. La Speedy Bag di Vuitton, la Kelly di Hermes, la Jackie di Gucci. Fate voi, ma prendetene una. È un investimento che si rivaluta nel tempo.

Un abito rivela la persona che lo indossa o lo nasconde?

Un abito rivela chi sei veramente, ma non è tanto l’abito in sé, quanto piuttosto il modo in cui lo interpreti e lo indossi, il modo in cui lo senti addosso e come ti fa sembrare; si capisce subito se ti ci senti a tuo agio oppure no. Il capo giusto per te è quello che esalta il tuo aspetto e la tua personalità.

Dicci quale è il tuo stile, quello vero quando non sei costretta dai dettami del lavoro?

Il mio stile è fatto di pochi capi classici: su tutti troneggia il little black dress in più versioni, e questo sia in estate che in inverno, lo amo perché mi permette di esprimere la mia creatività con gli accessori ed i gioielli ma rimanendo sempre molto semplice e mai troppo sopra le righe. I tailleur mi fanno sentire sempre a posto. Un capo che amo sono i palazzo pants neri, anche di questi ne ho tantissimi! Poi ho una caterva di top neri, tutti molto semplici. Praticamente è uno stile che si può replicare in ogni stagione. E dirò di più: vesto in modo essenziale soprattutto sul lavoro.

Margriet Magazine (Maggio 2007)

Margriet: Shopping in Florence (1/2)
Margriet: Shopping in Florence (2/2)
Credits: Hat trials by itzafineday

Cristina Ferro, Via Vittorio Emanuele II n. 217, 50134 Firenze
P.IVA: 05795710481, Codice Fiscale: FRRCST72H64D612Q