La collezione MMM per H&M: visionarietà vs. vita vera

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Ieri è uscita la collezione di Maison Martin Margiela per H&M. C’era come sempre una discreta attesa per questa nuova collaborazione del brand low cost con il marchio haute couture. La collezione si preannunciava decisamente interessante, e ieri, in boutique a Firenze, c’era la “solita” coda per cercare di accaparrarsi qualche pezzo a marchio Margiela.

Come tutti anch’io avevo osservato il lookbook della collezione, ma questo post è per descrivere il lato emozionale della mia visita in negozio in mezzo alle prime reazioni del pubblico. Premetto che non ho avuto modo di valutare dal vero la collezione uomo, per cui mi limiterò alla donna.

Intanto, le linee: non sono per niente facili, i capi sono destrutturati e assolutamente con un mood non sartoriale, fanno pensare a Yamamoto. Ho sentito un commento al volo da parte di una persona che non partecipava alla coda: “Ma è uno stile da samurai?” Be’, in un certo senso lo spirito è quello, ed è perfettamente riconoscibile anche da un non addetto ai lavori.
I tagli sono asimmetrici, i colori primari, rosso, bianco e nero, le linee minimaliste e i dettagli rari.

Non sono pezzi versatili, ognuno di essi perde il proprio senso senza gli altri. L’obiettivo evidente è creare un total look con uno stile ben preciso, con queste linee rigorose dai volumi pieni e severi, e con tessuti rigidi o altrimenti fluidi che giocano con le asimmetrie, senza concessioni a un look easy.

Iconici: l’imbottito bianco e le scarpe col tacco trasparente trompe l’oeil.
Il migliore visto dal vivo: il maxi dress stampato che fu indossato da Sarah Jessica Parker al party di presentazione della collezione.
Da dimenticare: il top finto nude look.

Stupisce in una collezione come questa il cappotto in pelliccia tipico degli anni ’80, che nemmeno le nostre nonne meno fashion oggi indosserebbero più. Volontà di andare in controtendenza, un’idea di bon-ton rubata ai primi anni 2000, voglia di stupire inserendo un elemento di oddity?

Collezione creativa, visionaria, con un concept unico? Sì. Adatta ad H&M? Forse no. La maggior parte dei clienti, infatti, era giustamente alla ricerco di un monopezzo, cioè un abito. Tutto il resto è correttamente percepito come non abbinabile.

I commessi col grembiule bianco? Mi ricordano un vezzo mutuato alle presentazioni di design di Paola Navone di qualche anno fa. In boutique forse erano una visione un po’ troppo “forte”.

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