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	<title>Cristina Ferro Personal Shopper</title>
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	<description>Lo Stile su Misura per Te</description>
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		<title>Ladola lu: accessori di carattere!</title>
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		<pubDate>Fri, 11 May 2012 07:50:13 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Bijoux di carattere: luce, colori, materiali, tutto cospira per rendere le collane di Ladola lu qualcosa di unico. Sicuramente si fanno notare! Isidora Vujovic ha vissuto a Firenze 6 anni, e qui si è laureata in architettura. Ma la moda è sempre stato il suo amore. La moda era stata la ragione per cui aveva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="424192_10150656805558076_203344633075_9199846_112964757_n di Cristina Ferro Personal Shopping, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/7171145916/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7245/7171145916_4a54d7033b_z.jpg" alt="424192_10150656805558076_203344633075_9199846_112964757_n" width="478" height="640" /></a></p>
<p>Bijoux di carattere: luce, colori, materiali, tutto cospira per rendere le collane di <a href="https://www.facebook.com/LADOLALU" target="_blank">Ladola lu</a> qualcosa di unico. Sicuramente si fanno notare!</p>
<p>Isidora Vujovic ha vissuto a Firenze 6 anni, e qui si è laureata in architettura. Ma la moda è sempre stato il suo amore. La moda era stata la ragione per cui aveva scelto di studiare in Italia.<br />
Quando è arrivata ha capito che il mondo degli accessori le piaceva più dell&#8217;architettura ed è così che è nata la sua idea. La mamma,<br />
che lavora nel settore, e la sorella, l&#8217;hanno aiutata a svilupparla durante gli studi.</p>
<p>Partito come un piccolo business di famiglia, Ladola lu è Ormai diventato un grande business: si tratta del brand n. 1 in Serbia, con punti vendita nei negozi più importanti.<br />
Chissà&#8230; fra non molto potreste trovare questi bijoux anche a Firenze!</p>
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		<title>Anna dello Russo per H&amp;M</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 08:15:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La notizia è di quelle succose: Anna dello Russo, eccentrica fashion director di Vogue Giappone, firmerà una capsule collection di borse, scarpe, occhiali da sole e bijoux per H&#38;M. Anna o si ama o si odia: eccessiva e sempre in primo piano, per molti è un genio. Pensando alle sue apparizioni stravaganti, non possiamo fare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/g5Zfd7MhMHw" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>La notizia è di quelle succose: <a href="http://www.annadellorusso.com/" target="_blank">Anna dello Russo</a>, eccentrica fashion director di Vogue Giappone, firmerà una capsule collection di borse, scarpe, occhiali da sole e bijoux per <a href="http://www.hm.com/it/" target="_blank">H&amp;M</a>.<br />
Anna o si ama o si odia: eccessiva e sempre in primo piano, per molti è un genio. Pensando alle sue apparizioni stravaganti, non possiamo fare a meno di domandarci come saranno le sue creazioni per il colosso del fast fashion!</p>
<p>In questo video Anna racconta la sua ispirazione per la collezione.<br />
Dalle prime immagini vediamo molto oro, strass su sfondo nero e appliques verde acqua. Il carattere è decisamente il suo!<br />
Margareta van den Bosch, Creative Advisor H&amp;M, ha dichiarato: &#8220;La collezione è una celebrazione di fantasia, eccesso, gusto per il decoro&#8221;.</p>
<p>Non ci resta che attendere il 4 ottobre, data in cui la capsule collection sarà disponibile negli store.</p>
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		<title>Le Espadrillas</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2012 14:11:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tutti le conoscono e tutti le hanno avute almeno una volta, nella versione bassa o alta. La cosa stupenda delle espadrillas è che fanno subito estate. Sarà il colore, saranno le mille varianti possibili, ma è davvero difficile resistere e non volerne almeno un paio. La moda ce le riproporrà sempre, e di sicuro sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Espadrillas Chus Christian Louboutin di Cristina Ferro Personal Shopping, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/6989068704/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7057/6989068704_a063bc561b.jpg" alt="Espadrillas Chus Christian Louboutin" width="384" height="322" /></a></p>
<p>Tutti le conoscono e tutti le hanno avute almeno una volta, nella versione bassa o alta. La cosa stupenda delle espadrillas è che fanno subito estate. Sarà il colore, saranno le mille varianti possibili, ma è davvero difficile resistere e non volerne almeno un paio. La moda ce le riproporrà sempre, e di sicuro sono amiche fidate quando il clima e il nostro umore cospirano per farci sentire in vacanza.</p>
<p style="text-align: left;">Un po’ di storia. Perché se le vostre memorie sulle espadrillas si fermano agli anni ’80 e al vostro modello in rosa caramella, la moda la sa molto più lunga.<br />
Le espadrillas a tacco alto come le conosciamo noi risalgono agli anni ’60, ad opera di Yves Saint Laurent, che commissionò questo capo a <a href="http://www.castaner.com/sgishop/" target="_blank">Isabel Castañer</a>, proprietaria dello storico calzaturificio spagnolo. All’epoca le espadrillas erano solo quelle basse e di umili origini. Yves Saint laurent fu il primo ad avere l’idea di riproporle nella nuova versione, che ebbe subito successo.</p>
<p>Come si portano? Innanzitutto non sono proprio il top del business appropriate. Ve le sconsiglierei anche in caso di casual friday in azienda. Indossatele sul lavoro solo se la vostra professione lo consente, se siete creative o se sapete mixare sapientemente gli stili in modo da ottenere un risultato assolutamente glam.<br />
Qualche abbinamento facile facile? Coi jeans bianchi in città, col caftano in vacanza.</p>
<p style="text-align: left;">Immagine: le espadrillas Chus di Jimmy Choo, nella versione alla marinara.</p>
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		<title>Wearable Technology, la tecnologia indossabile</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 13:15:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Qualche giorno fa all’Opificio JM a Prato, organizzato da ToscanaIn e Prato Futura, si è svolto un interessantissimo incontro: “Industrie Creative II &#8211; La Filiera della Moda”. E’ stata un’occasione straordinaria per assistere ad appassionanti interventi da parte di entità diverse ma in dialogo fra di loro nella realtà toscana che opera nel campo della moda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Troy Nachtigall di Cristina Ferro Personal Shopping, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/7115311467/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7179/7115311467_8f2f24b5d2_z.jpg" alt="Troy Nachtigall" width="600" height="402" /></a></p>
<p>Qualche giorno fa all’<a href="http://www.opificiojm.it/" target="_blank">Opificio JM</a> a Prato, organizzato da <a href="http://www.toscanain.org/" target="_blank">ToscanaIn</a> e <a href="http://www.pratofutura.it/" target="_blank">Prato Futura</a>, si è svolto un interessantissimo incontro: “Industrie Creative II &#8211; La Filiera della Moda”. E’ stata un’occasione straordinaria per assistere ad appassionanti interventi da parte di entità diverse ma in dialogo fra di loro nella realtà toscana che opera nel campo della moda.<br />
Fra gli interventi ho trovato molto stimolante quello di <a href="http://www.troykyo.net/Troy_Robert_Nachtigall/Welcome.html" target="_blank">Troy Nachtigal</a>. L’argomento era un tema serio, ma a suo modo anche divertente: la wearable technology. Si tratta di un argomento molto di tendenza, che sta facendo lavorare e sperimentare molto. Ho potuto toccare con mano un filato in grado di condurre energia! La sperimentazione in questo senso raggiunge risultati davvero sosprendenti.</p>
<p>Alcuni di voi potrebbero obiettare che indossiamo già la tecnologia. Certo, tutti abbiamo presente l’esempio più immediato e semplice: l’iPod nano da “pinzare” alla tuta quando facciamo sport.</p>
<p>Ma qui si va oltre. Ecco alcuni esempi, una brevissima carrellata di nomi che ho scelto di indicarvi fra i vari brand citati e analizzati della presentazione di Nachtigal.<br />
<a href="http://www.cutecircuit.com/" target="_blank">Cute Circuit</a>, ovvero come creare abiti da sera decisamente speciali. Certo, i capi haute couture sono limited editions per eventi speciali, ma come non sognare vedendoli? Per non parlare dell’ MDress che è anche telefono cellulare, per la donna che coniuga eleganza e bisogno di praticità, o della t-shirt che fa sentire abbracciati: un cellulare indossabile per inviare abbracci virtuali a chi ci è lontano.</p>
<p>Un esempio più immediato è la <a href="http://surfacomon.blogspot.it/2009/07/borsa-anti-paparazzi.html" target="_blank">borsa anti paparazzi</a>, un progetto di un paio d’anni fa, ma che fa sempre il suo effetto.<a href="http://gizmodo.com/136819/kool-kitty-keyboard-kontraption" target="_blank"> Kool Kitty Keybord</a> è la tastiera indossabile che vi farà sembrare un po’ androidi.</p>
<p><a href="http://www.open-source-embroidery.org.uk/" target="_blank">Open Source Embroidery</a> è un progetto straordinario, perché unisce la rinnovata passione per il fai-da-te e gli knit-cafè con la tecnologia open source: durante gli incontri-evento si parla di arte contemporanea che ha il suo punto di partenza nelle tradizioni tessili ed esplora il campo delle nuove tecnologie.</p>
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		<title>Il Trench</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 08:00:08 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Aprile è il mese più piovoso, si sa. Il trench è la soluzione perfetta: caldo e comodo, ma anche molto stiloso. Il trench nasce come capo militare: scortava infatti con eleganza i soldati inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. Thomas Burberry nel 1969 ottenne il brevetto per produrre il gabardine e nel 1914 questo capo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Collage Trench di Cristina Ferro Personal Shopping, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/7070442241/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7265/7070442241_dfb32252a9.jpg" alt="Collage Trench" width="500" height="375" /></a>Aprile è il mese più piovoso, si sa. Il trench è la soluzione perfetta: caldo e comodo, ma anche molto stiloso.<br />
Il trench nasce come capo militare: scortava infatti con eleganza i soldati inglesi durante la Prima Guerra Mondiale. Thomas <a href="http://it.burberry.com/store/" target="_blank">Burberry</a> nel 1969 ottenne il brevetto per produrre il gabardine e nel 1914 questo capo ottenne il riconoscimento ufficiale del Ministero della Guerra. Da quest’aura di autorevolezza si passa al cinema: il trench è il must dei film noir, è l’uniforme dell’investigatore, dell’antieroe, del personaggio misterioso e un po’ cupo che tanto ha successo in questo genere. Gli esempi si sprecano, ma tutti sicuramente ricordano Dick Tracy, o Humphrey Bogart in Casablanca.<br />
Gli esempi cinematografici femminili più calzanti sono rappresentati da una raffinatissima Holly Golightly e più di recente da un’aggressiva Miranda Priestly.<br />
Da qui si passa a diventare un capo elegante e senza tempo, un vero classico per lui e per lei.<br />
Come indossarlo? Con apparente nonchalance: come tutti i capi di origine militare è così strutturato e perfetto che parla da solo! Accessori irrinunciabili: humour e self control, naturalmente.</p>
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		<title>&#8220;Curvy&#8221; da Elena Mirò</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 08:00:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Venerdì sono stata alla presentazionde del libro &#8220;Curvy&#8221;, di Daniela Fedi e Lucia Serlenga, presso la boutique di Elena Mirò di Firenze. Si tratta di un saggio molto interessante sul mondo della moda e della sua considerazione delle donne con taglie &#8220;più&#8221;. Il tema viene trattato in modo brillante ma incisivo, e tratta i mille [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Il libro di Cristina Ferro Personal Shopping, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/7083076127/"><img class="aligncenter" src="http://farm6.staticflickr.com/5442/7083076127_1827ce3f24.jpg" alt="Il libro" width="500" height="375" /></a><br />
Venerdì sono stata alla presentazionde del libro &#8220;Curvy&#8221;, di Daniela Fedi e Lucia Serlenga, presso la boutique di <a href="http://www.elenamiro.it/" target="_blank">Elena Mirò</a> di Firenze.<br />
Si tratta di un saggio molto interessante sul mondo della moda e della sua considerazione delle donne con taglie &#8220;più&#8221;. Il tema viene trattato in modo brillante ma incisivo, e tratta i mille dilemmi della donna non filiforme, dai reggiseni ai bustier, passando per le storie delle <em>celebrities</em> e il rapporto fra palestre, diete e bilancia.<br />
La presentazione ha rappresentato un momento divertente, ma anche ricco di spunti di riflessione e dibattito.<br />
Leggetelo per documentarvi sull&#8217;argomento con ironia, o per affrontare preparate la prova costume!</p>
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		<title>Non sono un Fashion Blogger, questo è logico</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Apr 2012 15:30:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In questa settimana si è fatto un gran parlare del caso della blogger che avrebbe rifiutato di partecipare ad un aperitivo organizzato da Stefanel, dal momento che l’azienda non avrebbe garantito il corrispettivo richiesto per l’ingaggio. La notizia è stata data da La Repubblica. La protagonista della vicenda avrebbe oltretutto affermato di non voler essere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="foto-press di Cristina Ferro Personal Shopping, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/7048021953/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7277/7048021953_897a587a24.jpg" alt="foto-press" width="500" height="275" /></a></p>
<p>In questa settimana si è fatto un gran parlare del caso della blogger che avrebbe rifiutato di partecipare ad un aperitivo organizzato da <a href="http://www.stefanel.com/it_it/" target="_blank">Stefanel</a>, dal momento che l’azienda non avrebbe garantito il corrispettivo richiesto per l’ingaggio. La notizia è stata data da<a href="http://www.repubblica.it/supplementi/af/2012/04/02/modaedesign/043backy.html" target="_blank"> La Repubblica</a>. La protagonista della vicenda avrebbe oltretutto affermato di non voler essere più definita “fashion blogger”.</p>
<p>Credo che tutti noi abbiamo avuto modo di individuare, o quantomeno di sospettare fortemente il riconoscimento di questo personaggio!</p>
<p>Negli ultimi giorni ho avuto modo di leggere di tutto e di più sull’argomento. In effetti è facile scrivere su notizie come questa, perché entrano in gioco mille elementi: simpatia o antipatia verso la persona di cui si parla, il confronto con la propria situazione e il proprio modo di scrivere o lavorare, e purtroppo, come spesso capita, malignità e invidia spesso non sono assenti da questo elenco.</p>
<p>Credo che il mio punto di vista si sintetizzi molto brevemente: questa persona in effetti ha ragione: non è affatto una fashion blogger. È una <em>socialite</em>. E come tale, presenzia, ma non presenzia senza una ragione. Trattandosi di un personaggio, riesce a catalizzare su di sé l’attenzione di un certo tipo di pubblico, attenzione che ovviamente le aziende desiderano.</p>
<p>E non è una fashion blogger per un secondo motivo: il blogger di per sé fa informazione, fa ricerca, crea contenuti originali, analizza notizie, recensisce. Lo spazio web gestito dal personaggio in questione, invece, non fa nessuna di queste cose. I maligni le definiscono “marchette”, piuttosto volgarmente. Io direi che ormai altro non è se non uno spazio pubblicitario, e molto ben posizionato e comunicato attraverso i social.</p>
<p>Ciò premesso, è del tutto naturale che in questo caso si richieda un compenso per presenziare a un evento. Non stiamo parlando di una giornalista, né di una blogger, né di una cool hunter, né di una professionista né di una consulente: è una <em>celeb</em> come un’altra, che richiede un <em>fee</em> per esser “avvistata” in un determinato luogo e per pubblicare notizie su un prodotto, come un qualsiasi altro testimonial. In questo non ci vedo nulla di strano, perché è così che funziona. In definitiva, tutti i discorsi volti a polemizzare e dissertare sui blogger, nell’ambito di questa vicenda sono a mio avviso fuori luogo. Diamole ragione: non è una fashion blogger!</p>
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		<title>I Bijoux di BeeGiù</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Mar 2012 07:18:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Di tanto in tanto dedico un po’ di spazio alle creazioni artigianali, e questa volta voglio parlare di BeeGiù Accessori, di Giulia Lancietti. Giulia crea dei bijoux decisamente di carattere, scegliendo colori brillanti per dare luce a qualunque cosa indossiate, e i pezzi sono tutti realizzati interamente a mano. Credo che il dato più interessante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Bracciali di Giulia Lancietti di Cristina.FotoFlickr, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/6875164156/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7192/6875164156_64ed4003bd.jpg" alt="Bracciali di Giulia Lancietti" width="500" height="281" /></a><br />
Di tanto in tanto dedico un po’ di spazio alle creazioni artigianali, e questa volta voglio parlare di BeeGiù Accessori, di Giulia Lancietti.<br />
Giulia crea dei bijoux decisamente di carattere, scegliendo colori brillanti per dare luce a qualunque cosa indossiate, e i pezzi sono tutti realizzati interamente a mano.</p>
<p>Credo che il dato più interessante sia la filosofia di grande attenzione all’ambiente: prevede infatti il riutilizzo di materiali di riciclo, che con un pizzico di creatività, diventano splendide collane e bracciali.<br />
In particolare mi hanno colpito i bracciali rigidi, realizzati attraverso l’uso della rafia comunemente usata per le borse. L’effetto è strepitoso: un accessorio in cui luce e colore si mescolano insieme.</p>
<p>Potete vedere le creazioni di Giulia sulla <a href="https://www.facebook.com/pages/BeeGi%C3%B9-ACceSsori/144167142316531" target="_blank">pagina Facebook</a>.</p>
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		<title>La maglia alla marinara</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Mar 2012 08:00:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Brigitte Bardot]]></category>
		<category><![CDATA[Jean Paul Gaultier]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; Arrivano i primi caldi, ed ecco che torna la voglia di uno stile vacanziero. Qual è il capo perfetto per indossare questo desiderio di libertà e semplicità senza rinunciare allo stile? La maglia alla marinara, ça va sans dire. Ha un&#8217;allure squisitamente francese, e non è solo un luogo comune. Jean Seberg e Brigitte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Bardot di Cristina.FotoFlickr, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/7021269493/"><img class="aligncenter" src="http://farm8.staticflickr.com/7256/7021269493_eb000f244f.jpg" alt="Bardot" width="500" height="336" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Arrivano i primi caldi, ed ecco che torna la voglia di uno stile vacanziero. Qual è il capo perfetto per indossare questo desiderio di libertà e semplicità senza rinunciare allo stile? La maglia alla marinara, ça va sans dire.<br />
Ha un&#8217;allure squisitamente francese, e non è solo un luogo comune. Jean Seberg e Brigitte Bardot l&#8217;hanno indossata, per non parlare di <a href="completare il look con un paio di ballerine. C" target="_blank">Jean Paul Gaultier</a>, che ne ha fatto un simbolo del proprio stile distintivo.</p>
<p>Come indossarla?<br />
Suggerisco di sceglierne una con lo scollo a barchetta, e di abbinarla a pantaloni Capri (detti anche cropped pants) o a jeans dalla linea slim: con tutta questa orizzontalità, meglio compensare snellendo le gambe! Completare il look con un paio di ballerine.<br />
Se per voi è un insieme troppo semplice, aggiungete una spilla vistosa alla vostra maglia, ed ecco che il <em>classico</em> vira decisamente verso il <em>cool</em>.</p>
<p>Dove la compro? Ma da Jean Paul Gaultier! Tuttavia, se non amate le griffe, ricordate chestiamo parlando di un vero e proprio capo militare: fu infatti introdotta nella Marina francese nel 1858. La maglietta alla marinara ha tante storie da raccontare! Ciò premesso, avrete già capito che la mossa vincente sarà spulciare nei negozi vintage e di abbigliamento militare.</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Due Acque di Bellezza a confronto</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 08:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>cristina</dc:creator>
				<category><![CDATA[Bellezza]]></category>
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		<description><![CDATA[Io di solito le acque termali le compro… alle Terme! Però sta scoppiando la mania per queste acque di bellezza, quelle che si vaporizzano in modo così pratico e si possono portare anche in borsetta, e in effetti è un prodotto fantastico e versatile, e sta diventando davvero di tendenza. Per cui ho deciso di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Collage acque di Cristina.FotoFlickr, su Flickr" href="http://www.flickr.com/photos/cristinapersonalshopper/6996029879/"><img class="aligncenter" src="http://farm7.staticflickr.com/6057/6996029879_5467296b3f.jpg" alt="Collage acque" width="500" height="375" /></a></p>
<p>Io di solito le acque termali le compro… alle Terme! Però sta scoppiando la mania per queste acque di bellezza, quelle che si vaporizzano in modo così pratico e si possono portare anche in borsetta, e in effetti è un prodotto fantastico e versatile, e sta diventando davvero di tendenza. Per cui ho deciso di recensirne due. Leggendo alcuni consigli sul sito di <a href="http://www.elle.it/?refresh_ce" target="_blank">Elle</a>, mi sono decisa per l’Eau Thermale <a href="http://www.avene.it/newsite/" target="_blank">Avéne</a>, e poi successivamente per l’Eau de Raisin di <a href="http://www.caudalie.com/it/?gclid=CPTctMPd8q4CFQJj3wod6hXWJg" target="_blank">Caudalìe </a>perché in effetti un po’ di curiosità per quest’ultimo prodotto ce l’avevo, ma anche perché entrambe sono facilmente reperibili da tutte voi nel caso decidiate di provarla (basta andare in farmacia).</p>
<p>Ma come si usano le acque termali, e perché dovrei averne una?<br />
Innanzitutto sono un prodotto equilibrante dell’idratazione dell’epidermide, per cui possono essere spruzzati in qualsiasi momento: eccesso di climatizzazione o dopo una serata impegnativa, o più volte quando vogliamo rimetterci in forma, per esempio. Non solo sul viso ma su tutto il corpo.<br />
Possono essere vaporizzate (un po’ a distanza) prima del make up.<br />
Possono essere utilizzate come tonico: nelle SPA delle stazioni termali usano proprio queste acque per tamponare i vostri preziosi visi dopo la maschera ai fanghi!<br />
Negli istituti di bellezza hanno da tempo scoperto il valore aggiunto dell’acqua termale da applicare sotto gli occhi delle clienti quando vi lasciano in 10 minuti di relax sul lettino riscaldato dopo la pulizia del viso.<br />
Ma diventano decisamente insostituibili d’estate: non si dovrebbe mai uscire senza. Rinfrescante e leggera, nulla meglio di un’acqua termale vi aiuterà a ritrovare energia.</p>
<p>Ecco le mie osservazioni su questi due prodotti.<br />
<strong>Profumazione</strong> Avéne zero, Caudalie quasi del tutto assente se non in forma di lievissimo quasi impercettibile sentore tipico delle acque termali.<br />
<strong>Si asciuga velocemente?</strong> Avéne sì, molto rapida; Caudalie ci mette qualche secondo in più, ma la cosa non dà noia, perché davvero si sente che ammorbidisce e idrata, per cui si “aspetta” volentieri! L’acqua di Avéne alcuni la usano anche come fissatore per il trucco. Non ho provato.<br />
<strong>Effetto sulla pelle</strong> Avéne sul viso non è che ammorbidisca tanto. Provata in una giornata calda coi primi soli  sulle braccia lì per lì è piacevole e rinfrescante. Ma non ha un grande effetto lenitivo né addolcente. Usata come tonico non è male, ma me l’aspettavo più delicata. Caudalie: effetto stra-or-di-na-rio! La pelle al tatto è rinfrescata, morbidissima, dà persino sollievo se è stata trascurata o maltrattata da trattamenti aggressivi.<br />
<strong>Prima del make up </strong> applicando quella della Avéne prima del trucco non ho notato alcun effetto. Dispiace dirlo ma è così. Caudalie: ottima, ammorbidente, calmante, davvero idratante!</p>
<p>Queste acque sono prodotti multiuso adatte a mille occasioni: scegliete la vostra!</p>
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